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Ti restituiamo il sorriso !!!

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Ti restituiamo il sorriso !!!

Nei casi più complessi, infatti, se non si ricorre a manovre rigenerative adeguate, e s'inseriscono impianti in zone con carente quantità di osso, c'è il grosso rischio che non sia rispettato il principio fondamentale della stabilità primaria dell'impianto.

Non bisogna quindi confondere il rigetto con l'insuccesso.

L'insuccesso si ha, quando un impianto non si osteointegra e quindi deve essere rimosso. In pazienti con una corretta igiene orale, non fumatori, che fanno visite periodiche dal dentista la percentuale di insuccesso a 5 anni degli impianti dentari è solo del 2 % – 3%.

La più frequente causa di perdita di un impianto nel lungo periodoè sicuramente attribuibile ad un infezione batterica che colpisce i tessuti che supportano l'impianto.

Si parla in questo caso di perimplantite, sempre più diffusa negli ultimi anni.

La perimplantite, agendo in modo similare alla parodontite, provoca riassorbimento osseo attorno agli impianti causandone inevitabilmente la perdita.

La perimplantite è un processo cronico molto lento e in molti casi attraverso interventi chirurgici di rigenerazione ossea questi impianti si possono salvare.

La perimplantite si può prevenire ?    Si !

  • Con le pratiche di Igiene orale domiciliare che, proprio dopo un intervento di Implantologia dentale, dovranno essere scrupolose.
  • Presentandosi regolarmente alle sedute di igiene orale professionale (detartrasi) ed ai controlli programmati in seguito all'intervento.
  • Limitando il fumare. Il tabagismo è una concausa delle infezioni del cavo orale ed è in grado di accelerare tutti i fenomeni infettivi ed infiammatori.
  • Seguendo tutte le indicazioni del chirurgo.

Al termine di un intervento d'implantologia il paziente oltre alla documentazione e al passaporto implantare, riceverà una breve guida che riporta i comportamenti corretti da mantenere sia nelle ore immediatamente successive all'inserimento degli impianti dentali sia su come comportarsi dopo settimane e mesi.

Anche la frattura dell'impianto rientra tra le cause di perdita.

Come si capisce se un impianto ha problemi ?

Bisogna considerare diverse cose per comprendere se gli impianti hanno dei problemi, primo tra tutti la tempistica.

La perdita dell'impianto può verificarsi in diverse fasi:

  • Nei giorni immediatamente successivi all'intervento
  • Al momento della presa dell'impronta
  • Al momento della protesizzazione dell'impianto.

In questi casi non si hanno segni premonitori ma l'impianto non si osteointegra e una qualunque manovra che lo coinvolge lo porta via. Solitamente questo avviene senza alcun dolore tanto che il paziente non se ne accorge nemmeno.

Attualmente i tempi di osteointegrazione con le moderne superfici implantari sono canonicamente 1,5 mesi per l'arcata inferiore e 3 mesi per quella superiore, comunque,oggi è possibile usare strumenti, che attraverso la frequenza di risonanza, misurano l' ISQ (implant stability quotient),  l’osteotell è uno di questi, con il suo utilizzo è possibile monitorare l’osteointegrazione e quindi decidere i tempi di protesizzazione individualizzandoli in base alla velocita di guarigione di ogni singolo paziente.

Anche le moderne superfici implantari tipo SLA active hanno una notevole influenza nel ridurre i tempi di protesizzazione (è sempre questione di costi).

  • Negli anni successivi (perimplantite).

In questo caso esistono tutta una serie di segni premonitori che prima di arrivare alla perdita dell'impianto ci avvertono che c'è qualcosa che non va. Questi sono i classici segni della parodontite che nel caso degli impianti si chiama perimplantite che solitamente si manifestano inizialmente con, dolore, gonfiore e sanguinamento spontaneo della zona interessata, presenza di sapore metallico alla salivazione e infine con la mobilità dell'impianto. In questi casi è consigliabile contattare immediatamente un implantologo e parodontologo esperto che eseguirà una visita approfondita e degli esami ra diografici. In caso di mobilità l'impianto andrà sempre rimosso.

Raccomandiamo di non trascurare le sedute di igiene orale professionale e di rispettare i controlli clinici e radiografici che verranno pianificati dopo l'intervento.

Quando dura un impianto dentale ?

Anche se l’intervento è riuscito alla perfezione, la durata di un impianto dentale non può essere per sempre.

È stato stimato che l’impianto ha una vita media che va dai 10 ai 15 anni in più del 95% dei casi, tempo dopo il quale dovrebbe essere sostituito.

Per raggiungere questo risultato il paziente deve impegnarsi in una costante e corretta igiene orale domiciliare. A questa vanno aggiunte periodiche sedute di pulizia dei denti professionale per rimuovere in modo efficace i residui di placca e tartaro che con il tempo tendono a depositarsi sui denti.

Nonostante tutte le accortezze del caso, può capitare che un impianto dentale cominci a muoversi prima del previsto. In linea generale le problematiche che richiedono la rimozione anticipata di un impianto sono:

  • Perimplantite
  • Rottura dell’impianto
  • Mal posizionamento dell’impianto
  • Mancata osteointegrazione

Qualche volta invece è il paziente stesso a richiedere l’estrazione dell’impianto. In casi come questi, se non ci sono reali motivazioni che giustificano la rimozione dell’impianto, il dentista è tenuto a indirizzare il suo paziente nella scelta esponendogli nel dettaglio tutti i possibili effetti di questa decisione.

In conclusione

Da quanto esposto si può intuitivamente comprendere che il rigetto sia un evento inesistente in implantologia, mentre l'infezione peri-implantare è un evento che riconosce spesso dei responsabili, siano essi il chirurgo o il paziente.

Per questi motivi attribuire al rigetto la causa della perdita di un impianto dentale è una affermazione falsa, spesso utilizzata come scusa per giustificare i propri insuccessi!