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Correggere il morso inverso

masticazione

Il morso inverso è una malocclusione che si verifica quando i denti dell’arcata superiore assumono una posizione più arretrata rispetto a quelli dell’arcata inferiore, costringendo la persona a masticare «al contrario». L'esperto di OK Giampietro Farronato spiega come affrontarlo.

Il morso inverso è una malocclusione che si verifica quando i denti dell’arcata superiore assumono una posizione più arretrata rispetto a quelli dell’arcata inferiore, costringendo la persona a masticare «al contrario». Giampietro Farronato, presidente della Società Italiana Di Ortodonzia e ordinario di odontoiatria all’Università degli Studi di Milano spiega come affrontarlo.

Tipologie. Ne esistono diversi tipi, a seconda dei distretti interessati. Si va dal morso inverso che riguarda un singolo dente fino ai casi più frequenti in cui l’alterazione coinvolge i denti del gruppo frontale, oppure uno o entrambi i settori laterali. I primi segni compaiono in età precoce, talora già intorno ai tre anni nella dentatura decidua. Il morso inverso di un canino da latte va guardato con attenzione: è il punto di partenza da cui potrà svilupparsi una situazione via via sempre più grave, che interesserà zone più ampie della bocca provocando talvolta notevoli asimmetrie delle strutture scheletriche facciali.

Cause. Alla base ci può essere un alterato sviluppo dell’osso mascellare superiore, della mandibola, o di entrambi. Le cause sono molteplici. La struttura mandibolare è guidata da fattori genetici e influenzabile dal trattamento ortodontico nella sua posizione. Lo sviluppo del mascellare superiore risente molto degli stimoli funzionali prodotti durante attività come masticazione, deglutizione, respirazione e fonazione. La correzione si avvale di trattamenti ortopedici-ortodontici che, se eseguiti tempestivamente, risolvono la situazione in breve tempo.

Nel bambino. La parola d’ordine è diagnosi precoce, fin dall’età pediatrica. Se il morso inverso è dovuto ai denti, si ricorre a un apparecchio ortodontico che li riporta nella corretta posizione. Se il problema è da imputare a una cattiva crescita della struttura scheletrica si usano apparecchiature di tipo ortopedico. Per esempio, l’espansore del palato in 15 giorni è in grado di ristabilire la normale larghezza del «tetto» della bocca. È un dispositivo fisso, posto sull’arcata superiore, che appoggia sui denti ed è dotato di una vite centrale: attivandola due volte al giorno si guadagna mezzo millimetro, arrivando fino a 7-9 millimetri in due settimane.

Nell’adulto. È opportuno correggere il morso inverso anche nell’adulto. Poiché l’organismo ha terminato la crescita e si è sviluppato adattandosi alla malocclusione, l’intervento con l’apparecchio ortodontico il più delle volte non è sufficiente e bisogna ricorrere anche a trattamenti chirurgici per rimodellare le ossa mascellari: interventi invasivi e complessi giustificati dal fatto che permettono di migliorare la qualità di vita del paziente a vantaggio dell’estetica, della funzionalità e della salute della bocca.